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La caduta degli dei: recensione e scheda del film

Questo film capolavoro, di Luchino Visconti, racconta la storia della famiglia tedesca degli Essenbeck, industriali metallurgici assetati di potere, in una Germania agli inizi del nazismo...

Scheda del film: "La caduta degli dei"

Titolo originale: "La caduta degli dei"

Paese: Italia, RFT

Anno: 1969

Durata: 155 min

Genere: drammatico, guerra

Regia: Luchino Visconti

Soggetto: Luchino Visconti, Nicola Badalucco, Enrico Medioli

Sceneggiatura: Luchino Visconti, Nicola Badalucco, Enrico Medioli

Fotografia: Pasqualino De Santis, Armando Nannuzzi

Scenografia: Vincenzo Del Prato

Musiche: Maurice Jarre, Willy Kollo, Walter Kollo

Attori principali: Dirk Bogarde, Ingrid Thulin, Helmut Griem, Helmut Berger, Renaud Verley, Umberto Orsini, Florinda Bolkan, Nora Ricci, Charlotte Rampling

Trama:

Germania 1933, all'avvento del nazismo; nella notte dell'incendio del Reichstag, viene assassinato Joachim von Essenbeck, patriarca di un'importante famiglia tedesca di industriali.

Il suo diretto successore, il nipote Martin, di conseguenza nomina capo dell'azienda Frederick Bruckmann, il quale è l'amante della madre.

La sete di potere dei vari famigliari però, scatenerà una feroce guerra tra loro, il cui triste epilogo si evolverà in un bagno di sangue...

Recensione del film

Visconti, ha realizzato questo film ispirandosi in particolare al “Macbeth” di Shakespeare, conclusa la lavorazione del film lui stesso dichiarò: “Ho voluto fare un Macbeth moderno, dove gli dei si mescolano agli umani; lo strumento del loro potere è il denaro”.

Questo infatti, lo si nota soprattutto in una delle scene iniziali, quella della cena di famiglia in onore del patriarca Joachim, con la quale volle raffigurare un contesto storico, grandioso e cupo.

Il film si apre con la scena dell'incendio del Reichstag; già da subito, Visconti mette in risalto il periodo dell'ascesa del nazismo al potere, un'ascesa fatta di episodi tragici e sanguinari, dove le stragi e gli omicidi abbondano.

Il risultato ottenuto dal regista, è in pratica una storia dalle tinte cupe e grigie, dove l'atmosfera decadente fa da padrona, inoltre questo nel film, viene anche accentuato dalla “martellante” colonna sonora di Maurice Jarre e dalla fotografia “espressionista” di De Santis e Nannuzzi.

Il film, è comunque ricco di violenze e misfatti di ogni tipo, si susseguono infatti a ritmo frenetico, scene con elementi quali travestitismo, violenza, pedofilia, incesto e perfino una gigantesca orgia di gruppo, che terminerà con la scena dello spietato massacro messo in atto dalle S.S. per liberarsi dei rivali politici.

E' evidente che il grande regista, non s'è posto molti limiti nella realizzazione di questo film, basta vedere la sceneggiatura; in conclusione, il film è sicuramente uno dei suoi più grandi capolavori, ma da evitare sicuramente per un pubblico troppo giovane.

Cast, ottimo!

Luchino Visconti
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